Il primo respiro – Le premier cri

FOTOIl primo respiro – Le Premier Cri è un film documentario che ogni futura mamma dovrebbe vedere.

Non mi ricordo come ne sono venuta a conoscenza, ma l’ho visto quando ero incinta di Zoe, verso il quinto mese, un periodo di crisi perché mi era presa la paura di partorire…e poi di nuovo l’ho riguardato il giorno prima che Zoe emanasse il primo respiro. Il suo!

Non ci sono parole per definire le emozioni e le sensazioni che si provano. Solo una donna in gravidanza può capire. Forse se lo rivedessi ora non sarebbe la stessa cosa..

“Il primo respiro” ti fa subito entrare in empatia con tutte le mamma, di ogni parte del mondo, di cui si raccontano e proiettano le ultime ore prima di dare alla luce i loro bambini, tutte insieme, il 29 Marzo del 2006, giorno in cui si è verificata un’eclissi di sole visibile dal nostro pianeta.

Il film è come un giro del mondo in 48 ore, a contatto con le tradizioni di popolazioni appartenenti ai quattro continenti, in merito al tema della nascita. Si nasce a Parigi, nel deserto dei Tuareg, nella tundra siberiana, nelle terre selvagge dei Masai, nell’America militante, nella foresta amazzonica, lungo le acque del Gange, nel Giappone tradizionale, nei popolosi ospedali vietnamiti, ad arrivare a un delfinario messicano.

É pura poesia il modo in cui si susseguono le storie..io mi sono letteralmente sentita travolta in un vortice di emozioni che non saprei spiegare.

Mi ha colpito anche l’estrema tolleranza verso i più disparati modi di concepire il momento del parto da parte delle mamme stesse, in base alla cultura del proprio popolo ma anche, semplicemente, per il proprio modo di essere.

Il regista Gilles de Maistres non esprime un’idea propria, non fa trasparire il suo punto di vista, ma…fotografa! Emozioni, gioia, la donna che diventa madre, gli occhi con cui ogni mamma guarda per la prima volta il proprio figlio.

Per riflettere sul significato che ha il parto per ogni donna. Il ruolo di protagonista che ogni donna vive nelle ore del travaglio e dell’atto della nascita del suo bambino. É come un marchio che ci rimane impresso sulla pelle per tutta la vita.

Troppo spesso arriviamo al “giorno x” del tutto inconsapevoli di ciò che ci aspetta e di quanto sia importante il nostro ruolo. Attivo. A cui dobbiamo esserci preparate in un percorso lungo nove mesi. Quante volte crediamo che sia solo un momento di cui si deve occupare solo il personale medico e perdiamo ore, giorni, mesi a pensare in quale ospedale andare a partorire. Perché solo se scegliamo quello giusto andrà tutto bene.

Ho capito da questo film che invece quel tempo sarebbe meglio occuparlo per ritrovare noi stesse e l’energia che è in noi. E ascoltare il nostro corpo, il nostro bambino, per prepararci ed arrivare consapevoli al momento in cui daremo la vita.

Perché è nella natura di ogni donna la capacità, innata, di dare la vita. Il primo respiro.

Silvia Giorgi

Silvia Giorgi

Sono Silvia, ho 37 anni e faccio un mestiere che ho scoperto essere molto duro: la mamma a tempo pieno dei miei due strombolini. Con questo blog vorrei condividere idee, pensieri, opinioni, riflessioni e dubbi della mia quotidianità di genitore, insieme a tutte le mamme e i papà che cercano di svolgere, come me e Andrea, il proprio ruolo con consapevolezza. O almeno ci proviamo!
Silvia Giorgi

About Silvia Giorgi

Sono Silvia, ho 37 anni e faccio un mestiere che ho scoperto essere molto duro: la mamma a tempo pieno dei miei due strombolini. Con questo blog vorrei condividere idee, pensieri, opinioni, riflessioni e dubbi della mia quotidianità di genitore, insieme a tutte le mamme e i papà che cercano di svolgere, come me e Andrea, il proprio ruolo con consapevolezza. O almeno ci proviamo!

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