Il miracolo di una donazione di organi

immagine-giornata-donazione-organiOggi vorrei dare una notizia speciale. Circa un mese fa a Göteborg è nato Vincent. Il primo bambino al mondo venuto al mondo da una donna trapiantata di utero. E ora sta bene. (articolo Ansa, articolo rivista The Lancet)

Ogni nascita è di per se un miracolo. Questo è il miracolo di una donazione di organi.

Vorrei che ognuno di noi, non iniziasse a giudicare sul merito della medicalizzazione che sta dietro un evento unico come questo e tantomeno sui limiti che la ricerca scientifica dovrebbe porsi.

Per una volta, abbiamo rispetto. Invadere la sfera personale di questa famiglia, soprattutto di fronte a un tema così delicato dell’impossibilità di una donna e di una coppia di avere figli non è giusto. Nessuno può capire il dolore e la sofferenza di chi la vive in prima persona. Nemmeno io.

Per una volta condividiamo la gioia infinita che questa neo mamma, nata senza utero per una patologia genetica, sta provando da quando ha vissuto la sua prima “miracolosa” gravidanza e poi dato alla luce il suo “miracolo” reso realtà.

Una nuova vita si è resa possibile grazie a un trapianto di organi.

Diffondiamo la cultura della donazione degli organi.

Perché la donazione degli organi può fare miracoli.

Oggi, Sabato 11 Ottobre, è la Giornata Europea per la Donazione degli Organi (AIDO).

Silvia Giorgi

Silvia Giorgi

Sono Silvia, ho 37 anni e faccio un mestiere che ho scoperto essere molto duro: la mamma a tempo pieno dei miei due strombolini. Con questo blog vorrei condividere idee, pensieri, opinioni, riflessioni e dubbi della mia quotidianità di genitore, insieme a tutte le mamme e i papà che cercano di svolgere, come me e Andrea, il proprio ruolo con consapevolezza. O almeno ci proviamo!
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About Silvia Giorgi

Sono Silvia, ho 37 anni e faccio un mestiere che ho scoperto essere molto duro: la mamma a tempo pieno dei miei due strombolini. Con questo blog vorrei condividere idee, pensieri, opinioni, riflessioni e dubbi della mia quotidianità di genitore, insieme a tutte le mamme e i papà che cercano di svolgere, come me e Andrea, il proprio ruolo con consapevolezza. O almeno ci proviamo!

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