I cibi industriali per bambini

foto-bambino-e-zuppa-di-cavoloOggi vorrei parlare dell’argomento dei cibi industriali per bambini. É un tema che mi sta molto a cuore perché vedo sempre più mamme al supermercato come al parco ben fornite di questi vasetti di vetro ripieni di tutto tra le mani…e ho conosciuto mamme che quando partono per le vacanze non si muovono se non hanno riempito la valigia di omogeneizzati di carne, pesce, frutta, formaggio, verdure e ancora biscottini, cereali, liofilizzati…e chi più ne ha più ne metta.

Non so se davvero non sanno cosa ci sia dentro. O fanno finta di ignorarlo.

Ibfan Italia (1) nell’Ottobre 2012 ha pubblicato uno speciale Alimentazione complementare e cibi industriali per bambini in cui si analizza il fenomeno dei cibi industriali per l’infanzia che sempre più frequentemente sostituiscono nell’alimentazione dei bambini i cibi preparati in casa per tutta la famiglia. E fa emergere degli aspetti ancora più preoccupanti:

  1. l’industria cerca e ottiene costantemente la collaborazione e l’avallo della classe pediatrica. In Italia ad eccezione dell’ACP (Associazione Culturale Pediatri), tutte le altre associazioni pediatriche si avvalgano della possibilità, offerta dalla legge italiana, di usufruire di sponsorizzazioni e contributi da parte delle ditte per la realizzazione di convegni ed eventi di tipo formativo. Esemplare questo comunicato stampa di ACP contro la Federazione Italiana Medici Pediatri.
  2. In Italia, nonostante l’OMS-WHO, e il Ministero della Salute raccomandino di introdurre gli alimenti complementari dopo il sesto mese, moltissimi alimenti per l’infanzia riportano l’indicazione “dal 4° mese”. Questo avviene perché la normativa italiana sugli alimenti per l’infanzia (DPR 128/1999) lo permette.
  3. Grazie al marketing, il consumatore ha una percezione degli alimenti industriali per bambini (compresi i latti artificiali) come di cibi molto sicuri e controllati.

La pubblicazione è composta da 12 pagine di facile e chiara lettura. Non mancano continui autorevoli riferimenti biografici e testi di impatto. Ci sono inoltre molte foto e immagini esemplificative.

La verità che si legge è semplice e limpida: i cibi industriali per bambini contengono materie prime di bassa qualità, grassi scadenti, sale, zucchero o dolcificanti artificiali oltre che additivi di ogni tipo (conservanti, aromatizzanti, coloranti, emulsionanti, addensanti, …). Sono frutto di processi industriali che manipolano i cibi e a cui devono essere aggiunte sostanze chimiche necessarie a renderli appetibili e a mantenerli stabili nel tempo. Gli ingredienti di partenza spesso sono scadenti, e in alcuni prodotti è stata denunciata anche la presenza di metalli pesanti, pesticidi, micotossine, ormoni o residui chimici noti come interferenti endocrini.

Eppure l’uso di cibi industriali per bambini cresce in maniera incontrollata..

Come conclude Ibfan Italia nel suo speciale, ad oggi, purtroppo le leggi sono ancora poco efficaci nel proteggere genitori, bambini e una sana alimentazione. I programmi di salute pubblica dovrebbero incoraggiare maggiormente le famiglie a prendersi in prima persona la responsabilità di cosa mangiano i propri figli e favorire il consumo di alimenti freschi, biologici, stagionali, locali e adatti a tutta la famiglia, nel rispetto delle tradizioni agricole e culinarie locali.

Ma questo sarebbe un mondo migliore.

Intanto leggete, leggete, leggete. E diffondete.

PS Per chi abita nella mia zona, a Pisa, è attivo Sportello MangioSano gestito da uno staff di nutrizionisti, psicologi ed esperti in temi consumeristici, al quale è possibile rivolgersi per ricevere aiuto e informazioni sulla corretta alimentazione ed uno stile di vita sano.

(1) IBFAN Italia fa parte di una rete mondiale di associazioni nate per proteggere la salute dei bambini e il diritto dei genitori ad informazioni complete e indipendenti sull’alimentazione infantile. IBFAN Italia si adopra per il rispetto del Codice Internazionale Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte materno affinchè la promozione dell’allattamento non debba competere con quella dei sostituti artificiali. Ogni 4 anni pubblica IL CODICE VIOLATO, risultato del monitoraggio delle violazioni del Codice in Italia.
Silvia Giorgi

Silvia Giorgi

Sono Silvia, ho 37 anni e faccio un mestiere che ho scoperto essere molto duro: la mamma a tempo pieno dei miei due strombolini. Con questo blog vorrei condividere idee, pensieri, opinioni, riflessioni e dubbi della mia quotidianità di genitore, insieme a tutte le mamme e i papà che cercano di svolgere, come me e Andrea, il proprio ruolo con consapevolezza. O almeno ci proviamo!
Silvia Giorgi

One thought on “I cibi industriali per bambini”

  1. sofia

    Hai ragione, è bene diffidare della genuinità di questi cibi, è di una ventina di anni fa uno scandalo per la presenza di ormoni usati nell’allevamento degli animali la cui carne finiva negli omogeneizzati per bambini, la sete di denaro dell’industria non si ferma neanche davanti ai bimbi! Anche se ci assicurano che ora ci sono maggiori controlli, ci si può veramente fidare?
    Te che sei brava a spippolare su internet di sicuro riuscirai a trovare qualcosa al proposito…

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