Fare di più non significa fare meglio

fare-di-piu-non-significa-fare-meglioIn questi giorni l’ACP, Associazione Culturale Pediatri, ha messo in rete le prime “Cinque pratiche a rischio di inappropriatezza di cui medici e pazienti dovrebbero parlare”.

Si tratta di una lista di procedure diagnostiche o terapeutiche – molto comunemente utilizzate dai pediatri, non vantaggiose per i pazienti in quel determinato momento, potenzialmente rischiose – delle quali si dovrebbe fare un uso più accorto, basato sui reali bisogni dei pazienti stessi.

E’ importante sottolineare che sono stati proprio i pediatri, ad individuare, nella propria attività quotidiana, le pratiche a rischio di inappropriatezza (sono state ovviamente selezionate quelle segnalate dal maggior numero di pediatri).

slow-medicine

La scheda è stata pubblicata ufficialmente a febbraio 2015 sul sito di Slow Medicine, il movimento che nel 2012 ha lanciato e coordina in Italia il Progetto “Fare di più non significa fare meglio”, a cui l’ACP ha aderito a giugno 2014 e che fa ora ufficialmente parte del Movimento Choosing Wisely Internazionale, assieme ad altri Paesi Europei. Società scientifiche mediche, associazioni di consumatori e di cittadini sono coinvolte attorno agli obiettivi di “contrasto al sovra utilizzo di procedure diagnostiche e terapeutiche” e di “condivisione del processo di cura tra medico e paziente“. La prima fase operativa del Progetto prevede che ogni Associazione che aderisce individui, nell’ambito della propria attività quotidiana, cinque procedure diagnostiche o terapeutiche ad elevato rischio di inappropriatezza, che soddisfano cioè i seguenti criteri:

  • sono comunemente usate nella pratica quotidiana;
  • in base alle evidenze scientifiche di efficacia disponibili non apportano un beneficio significativo alle principali categorie di pazienti a cui vengono prescritte;
  • possono esporre i pazienti al rischio di subire effetti dannosi.

Ecco dunque di seguito la scheda ACP:

pratiche-pediatriche-inopportune

 

Il percorso del Progetto “Fare di più non significa fare meglio” prevede ora l’applicazione delle raccomandazioni contenute nella scheda nella pratica quotidiana di ciascun pediatra, membro dell’ACP che ha aderito all’iniziativa, e la loro condivisione con i genitori. L’implementazione del Progetto prevede l’informazione e la formazione dei medici e degli altri professionisti sanitari attraverso il coinvolgimento di altre strutture territoriali del SSN: il Piemonte è stata al regione pioniera, ma altre si stanno organizzando.

Anna Maria Falasconi, Referente ACP per il Progetto “Fare di più non significa fare meglio” conclude con queste parole:

Ci attendiamo che l’impegno di molti riesca a contenere l’uso inappropriato di indagini, diagnosi, trattamenti e lo spreco di risorse umane ed economiche che stanno seriamente minando la sostenibilità del nostro regime di assistenza Sanitaria.

Noi, i genitori dei bambini, le “vittime” di queste ed altre pratiche inopportune, inutili, se non dannose, ce lo auguriamo forse più di lei..

Silvia Giorgi

Silvia Giorgi

Sono Silvia, ho 37 anni e faccio un mestiere che ho scoperto essere molto duro: la mamma a tempo pieno dei miei due strombolini. Con questo blog vorrei condividere idee, pensieri, opinioni, riflessioni e dubbi della mia quotidianità di genitore, insieme a tutte le mamme e i papà che cercano di svolgere, come me e Andrea, il proprio ruolo con consapevolezza. O almeno ci proviamo!
Silvia Giorgi

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